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i Four by Art sono una band garage 60' psych attiva fin da primi anni 80'
Fondati nel 1981 da Demetrio Candeloro (Batteria) e Filippo boniello al basso si aggiungono alla formazione dopo pochi giorni Geppo alla voce ed Elvis Galimberti alla chitarra, dopo pochi mesi entra in line up Michele Pingitore AKA Mike Painter all’organo elettrico.
Nel 1982 la prima autoproduzione: “My Mind in Four sights” un E.P composto da tre brani spaziando fra new psychedelica, Mod beat, e Power pop, il 45 giri vende 1500 copie nel giro di pochi mesi delle quali 100 copie in Carnaby street a Londra.
La band inizia cosi’ una frenetica attività’ live che li porterà’ a suonare nei club più prestigiosi di tutta la penisola. nel 1983 sono messi sotto contratto da Claudio sorge per l’appena nata Electric Eye con la quale incidono 2 L.P.
La discografia ufficiale comprende 3 album:
MY MIND IN FOUR SIGHTS (E.P)
FOUR BY ART
EVERYBODY’S AN ARTIST WITH FOUR BY ART
Sono apparsi in 3 compilation di cui una francese
The EARLY YEARS:antologia uscita nel 2008 per Area Pirata comprendente i primi 3 album e 3 tracce live inedite
80' COLORS per Electric Eye redatta da Claudio Sorge (Rumore)
e YELLOW PURPLE & ITALIAN SUNSHINES GMG/VENUS IN FURS (france)
Di recente pubblicazione (aprile 2016)un album live intitolato:FOUR BY ART "Live" che raccoglie le migliori performance live della band dal 2002 al 2014 disponibile solo in download digitale su I-Tunes e i maggiori store digitali un nuovo album e' previsto per il 2016 che celebrera' i 33 anni della band.
LINKS:
SITO UFFICIALE: http://www.fourbyart.com
FACEBOOK: https://www.facebook.com/fourbyart/
REVERBNATION: https://www.reverbnation.com/fourbyart
YOU TUBE: https://www.youtube.com/channel/UCSc2H6fjR9BGE5Ho26xt-VA/feed
VIMEO: https://vimeo.com/user6044672
la discografia completa è disponibile per l'ascolto ai link:
https://soundcloud.com/four-by-art
http://www.fourbyart.com/discographi.html
https://open.spotify.com/artist/7zNggdlM8Gqny4A3Gm9KgN
la formazione e' stata attualmente rivista con l'entrata di Frank Caforio gia’ batterista per Litfiba e Piero Pelu'. e Fabio De Giorgi bassista per Bugo nel periodo pre Universal
i FOUR BY ART sono considerati precursori del filone Garage 60' psichedelico in tempi non sospetti anche se le sfumature che si ascoltano nei loro brani ricalcano vari filoni musicali dalla meta’ dei 60’ ai primi 70’,
La band e’ stata ultimamente citata ampiamente su due libri:
EIGHTIES COLOURS (roberto Calabro' Repubblica)
MOD: vita pulita in circostanze difficili (Tony Face Baciocchi Radiocoop)
edizione italiana di un libro di Terry Rawlings
La rassegna stampa comprende articoli, interviste e recensioni di giornali come Rolling Stone italia, Rockerilla, Rumore, Mucchio Selvaggio, ed e' consultabile sul sito ufficiale al link:
http://www.fourbyart.com/press.html
contributi video sul canale You tube ufficiale della band:
https://www.youtube.com/channel/UCSc2H6fjR9BGE5Ho26xt-VA/videos

La band ha tenuto concerti in tutta italia in locali come United Club (Torino), Sonar (colle val D'elsa), Level (Ancona), Groove (potenza Picena Marche) Tenax (Firenze), Slego (oggi Velvet rimini), Titty Twister (Villadossola), Scimmie (Milano)
ha partecipato al Festival Beat di Salsomaggiore nel 2007, e a vari festival nel corso degli anni.
Negli anni 80' hanno partecipato al programma "Un certo discorso" a Rai Radio 3 con intervista e Live set
Nel 2008 partecipazione al programma GARAGE LAND in onda su Rock FM condotto da Maurizio Faulisi e il Metius con intervista e Live set

Line up attuale:
FILIPPO BONIELLO (voce, chitarra ritmica)
DAVIDE TIOZZO (chitarra solista)
FRANK CAFORIO (BATTERIA)
FABIO DE GIORGI (BASSO)

Springtime 2002: Demetrio and Filippo, after a few years have past on the scene inside cover and reggae groups, the Four by Art decided their new formation with the purpose to develop and recapture the topics interrupted 20 years earlier.

After some adjustments were done, the new formation becomes steady with the Francesco Biella solo guitar insertion – he already shared with Filippo the experience inside the Teto and Compagni di Merende - in addition with the introduction of Massimo Silva – solo voice and rhythmic guitar - coming from the Fragment Band of new wave area - also author of a recognized CD.

With the start up at the end of January 2003, the Band acquires many and warmth appreciations ended in the August 2003 with the Civitanova Marche Mod show.
After two years of live activity Demetrio leaves the Group, and following some formation changes, the band staff is achieved by the Dario Busa entry at rhythmic guitar and Stefano Cecchi at drums - both of them with various experiences with many different groups.

The band sound, even if keeping a strong bond with the psychedelic garage beat past, became highly stronger thanks to the guitars support that represent the main asset of the compositions. Thru this it has been created an irresistible dynamic impact, able to revive the 60’s great standards proposed by the Group appearance (i.e. ‘You really Got Me’, ‘Stepping Stone’ and ‘Wild Thing’).

In a short time it is foreseen a new material publishing in order to confirm definitively the stage return of this historical band.

 

 

Un’istantanea dal passato remoto: Piacenza, novembre 1984. Fuori, freddo e nebbia. Il bar è lungo e stretto, più in là una stanza con qualche tavolaccio di legno. Sotto, in fondo alla scala, un centinaio di corpi sotto le volte basse della cantina. E’ il Pluto, il nostro Cavern. Aprono i Beat Machine, genovesi, in attesa del gruppo per il quale siamo tutti lì pigiati come sardine, con la voglia di tornare a respirare rock’n’roll dopo gli ultimi anni spesi nel grigiore del post-punk. Sono i Four By Art, da Milano.

Avevo letto del loro singolo d’esordio autoprodotto, My Mind In Four Sights, sulle colonne di Rockerilla. Scrissi subito alla band e lo comprai. Quel pezzetto di vinile fu la classica falla nella diga. Senza esagerare, qualcosa nella mia onesta carriera di fruitore di musica cambiò: da quel momento, e per 3, 4 anni, sposai la causa del nuovo sixties-sound, con una dedizione totale. Erano classificati come mod, i Four By Art, ma il loro suono abbracciava globalmente gli anni sessanta: northern soul, beat, R&B, garage, psichedelia, aria pura. Quella notte al Pluto vennero giù i muri. Ogni dieci minuti occorreva uscire per prendere aria prima di rituffarsi in quella bolgia di sudore e buone vibrazioni. Una festa bellissima.

Oggi, 23 anni dopo quel concerto che celebrava l’inizio di una nuova stagione per la scena indipendente italiana, mi ritrovo a parlare dei Four By Art, e lo faccio con immutato piacere. Dopo My Mind In Four Sights venne la partecipazione alla raccolta-manifesto Eighties Colours e, sempre nell’85, il primo omonimo album su Electric Eye, al quale fece seguito Everybody’s An Artist With Four By Art, sempre per l’etichetta di Claudio Sorge.

I riflettori poi si spostarono su altri suoni, il neo-sixties si estinse naturalmente e i suoi protagonisti furono rimpiazzati da nuovi gruppi che guardavano agli Stooges, non più agli Small Faces. Oggi Area Pirata riapre lo scrigno dei ricordi con un cd antologico che raccoglie tutto ciò che i Four By Art hanno registrato in quell’arco di tempo, tra l’82 e l’86 (il singolo e i due albums, con l’aggiunta di alcuni brani inediti), e chiedendomi di redigere queste note mi da l’opportunità di ringraziare la band per avermi aperto gli occhi, quella notte di 23 anni fa, su qualcosa che stava nascendo e che avrebbe reso la mia vita, se non proprio migliore, perlomeno più divertente. Quei Four By Art suonavano come se dentro il Pluto il mondo si fosse fermato al ’66.

Fuori c’erano Craxi, ‘Drive-In’ e le prime avvisaglie del nefasto rampantismo yuppie per il quale molti ricordano i medi anni ottanta. Nel cuore sotterraneo del Pluto, invece, si celebrava la rinascita del beat. Per chi non c’era, in quella cantina, o per chi ancora doveva nascere, nel novembre dell’84, viene in aiuto questo cd, 25 tracce sospese tra il rimpianto, la nostalgia e la vibrante energia del rock’n’roll dei sixties, quello che nell’84 aveva già vent’anni, che oggi ne ha più di quaranta ma per fortuna sta sempre lì, al centro dei nostri discorsi. Non ve l’ho detto allora ma rimedio adesso: grazie, Four By Art.

LUCA FRAZZI, Rumore

 

 

A shot from the past: Piacenza, November the 1984. It’s foggy and cold outside. A long and cramped bar, beyond a room with some wood pallet.
At the bottom of the stairs, a hundred of people under the hole low roof. It’s Pluto’s, our Cavern. The Beat Machine, from Genoa, are opening the show on the wait for the Group: the Four By Art from Milan. We are all there, packed like sardines, being in the mood to start all over again breathing rock’ n ’roll after the last years spent on the post-punk dullness. I read about the single self-produced debut of the Four by Art – My Mind in Four Sights – on the Rockerilla columns, I wrote immediately to the Band and I bought the disc. That scrap of vinyl was the classic leak in the dam.

Not overdoing, something changed in my honest career of music user: henceforth, for 3-4 years, I embraced the cause of the new sixties-sound with a total devotion. The Four By Art were classified as mod, but their sound was globally stretching over the sixties: northern soul, beat, R&B, garage, psychedelic music, pure air. That night, the Pluto’s walls fell down. Every ten minutes it was necessary to get out taking a breath of air before a new dive in that sweat pit and good vibrations. A fantastic event.

Now, 23 years after that concert celebrating a new season start up of the independent Italian stage, I spoke about the Four By Art with an unchanged pleasure. After My Mind in Four Sights it followed the participation to the manifest-collection Eighties Colours and, still on the 85’s , the first homonymous album on Electric Eye, followed by Everybody’s An Artist With Four By Art, again with the Claudio Sorge trade label. After that the spotlights were addressed to other different sounds, the neo-sixties naturally died down and its protagonists were replaced by the new groups focused to the Stooges, not anymore to the Small Faces. Today Area Pirata opens again the memories casket with an anthological cd memories collecting all the Four By Art recordings of the 82’s and 86’s period (single and two albums with unreleased tracks). Asking me to write these notes, I grabbed the chance to thank the Band for opening my eyes that night of 23 years ago, for a new beginning able to better entertain my life, if not improving.

The Four By Art sounded as the world, inside the Pluto’s, was stopped on the 66’s years. Outside there were Craxi, ‘Drive In’, and the first symptoms of the negative yuppieism of which many people remember the mid years of the eighties. On the contrary in the Pluto’s underground heart, they were celebrating the beat return. For those not present in that cellar, or for the unborn of that November 84’s, it could help this cd: 25 tracks hanging among the regret, the longing and the vibrant energy of the rock’ n ’roll of the sixties also for who was twenty during that 84’s and today is over forty, but fortunately still there as centre of our talks. I forgot to tell you before, but I now make up for it : thanks Four By Art LUCA FRA ZZI, Rumore